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La storia di Del Santo Cashmere inizia nel 1999 come attività artigianale di produzione di capi di maglieria di altissimo pregio, realizzati per i più grandi nome del settore.

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Il cashmere

L’origine di questo prezioso filato si perde nel tempo, già conosciuto all’epoca dell’Impero Romano, diventa popolare in Europa alla fine del XVII secolo e da allora è sempre più apprezzato e amato per la sua straordinaria bellezza e morbidezza.

Il nome della pregiata fibra proviene dal Kashmir, una regione dell’India Himalayana e luogo di origine della razza della capra hircus laniger, la capra del cashmere, anche se la patria di produzione del filato è storicamente la Mongolia.

La capacità della capra di riuscire a vivere anche a 6.000 metri di altitudine, dove sono fortissimi gli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, ha determinato lo sviluppo del duvet, una sottile peluria dalle straordinarie capacità di termoregolazione del corpo sia alle basse che alle alte temperature. È questa peluria, che si trova sotto il vello lanoso e ruvido della capra, la parte di manto che poi verrà filata per ottenere il cashmere.

La tecnica attraverso la quale viene raccolto il pelo è la pettinatura manuale che si esegue durante la primavera: il quantitativo che si ottiene annualmente da un esemplare adulto va dai 100 ai 200 grammi. La preziosità della fibra dipende dunque anche dalla piccola quantità che è possibile raccogliere ogni volta, oltre che dal grado di eccellenza delle lavorazioni successive.

Una volta raccolto il pelo, questo viene manualmente separato per colore, poiché ogni differente sfumatura del duvet, dal beige al bruno fino al nero, assorbirà il colore in maniera differente nella fase di tintura del filo.

Infine, sono le aziende specializzate nella filatura a trasformare il vello in filati leggerissimi e preziosi, dai quali prenderanno vita i capi Del santo, tesori di un’arte eterna.

Del Santo Cashmere